Blog/Tecniche
Tecniche

Tonnetti e tonni rossi sotto costa: la traina di settembre

Da metà settembre il foraggio si stringe sotto costa e dietro arrivano i giovani tonni: alletterati e tonni rossi, spesso mescolati nella stessa mangianza. Ecco come si trainano con raglou e piumette — e soprattutto come riconoscerli, prima di trattenere il pesce sbagliato.

14 settembre 20267 min di letturadi Frank
In due parole

Alletterato e tonno rosso girano insieme, sotto costa, in questo periodo. Confonderli è facilissimo — e cambia tutto: uno lo porti a casa, l'altro va rimesso in acqua.

Settembre e ottobre sono il momento dei tonni sotto costa. Non i pezzi grossi del largo: sono i giovani, quelli che si spingono a poche miglia da riva — a volte molto meno — perché lì trovano da mangiare. Si trainano con attrezzatura leggera, si trovano a vista e regalano mangiate secche e combattimenti veri.

Il punto delicato è un altro. Un tonnetto alletterato adulto e un tonno rosso giovane hanno spesso la stessa stazza, la stessa livrea argentea vista dall'acqua e la stessa sagoma, se guardata di fretta. Solo che l'alletterato si può trattenere, e il tonno rosso — in questo momento, per la pesca sportiva-ricreativa — no. Per questo metà di questo articolo è dedicata a riconoscerli.

Perché adesso

Il pesce segue il foraggio

A fine estate l'acqua sotto costa è ancora calda e il novellame dell'anno è cresciuto: acciughe, sardine, latterini, sugarelli piccoli. Si stringono in banchi compatti attorno alle secche, ai promontori e ai punti dove la corrente fa lavoro — e dietro quei banchi arrivano i predatori.

I tonnetti alletterati che trovi in questo periodo stanno indicativamente tra 1 e 5 kg; i tonni rossi giovani vanno dai 4-5 kg fino a venti e passa. È esattamente la fascia in cui i due si sovrappongono, ed è il motivo per cui capita di prenderli nella stessa uscita, a volte nella stessa passata.

Non li cerchi col sonar: li cerchi con gli occhi. I segnali sono sempre gli stessi, e in ordine di affidabilità:

Gli uccelli
Il segnale numero uno. Gabbiani che si tuffano a picco o berte che planano radenti su una zona ristretta: sotto c'è pesce sotto pressione.
La mangianza
Acqua che ribolle, spruzzi, salti. A volte è un fazzoletto di mare di venti metri che dura due minuti, a volte tiene mezz'ora.
La chiazza scura
Il banco di foraggio compattato, visibile come un'ombra che si muove. Spesso la vedi prima che si apra la mangianza: è il momento migliore per posizionarti.
L'orario
Prima e ultima luce restano i momenti migliori, ma a settembre le mangianze si aprono anche in pieno giorno. Vale la pena tenere le lenze fuori.
La tecnica

Traina leggera, dai 4 ai 6 nodi

La tecnica è la traina costiera veloce, e la velocità non è un dettaglio: è il parametro principale. Sotto i 4 nodi le piumette non lavorano e restano lì appese, senza vita. Sopra i 6 cominciano a saltare fuori dall'acqua e il raglou risale in superficie perdendo assetto. La finestra utile è quella, e dentro quella finestra ci si muove in base a cosa hai in acqua.

Due sono le esche che fanno la differenza in questo periodo.

Raglou
Il siliconico su testa piombata. Lavora più basso e più lento: 4-5 nodi. Taglie sui 90-140 mm, colori naturali (acciuga, sardina, argento) con acqua limpida, qualcosa di più acceso quando il mare è mosso o torbido. Va trainato con un terminale lungo, lontano dalla scia.
Piumette
La scelta classica, e spesso la più letale. Si usano in strinch di 3-5 oppure singole, in taglia piccola (6-9 cm): bianco, rosa, verde. Reggono bene i 5-6 nodi e coprono più acqua. Se il foraggio è minuto, scendi di taglia — non di quantità.

La regola pratica è banale ma funziona: guarda cosa stanno mangiando e avvicinati a quella taglia. Un branco che sta lavorando acciughe da 6 cm ignora un artificiale da 15 con una costanza che fa rabbia.

Sulle distanze: lenze sfalsate, una corta sui 25-30 metri e una lunga sui 50-60, così non si intrecciano in virata e copri due fasce d'acqua diverse. Se lavori in superficie con le piumette non serve piombo; per tenere il raglou un metro o due sotto basta una piombatura leggera sul terminale.

Sull'attrezzatura: canne da traina leggera (la fascia 12-20 lb è quella giusta) o uno spinning robusto, mulinello con frizione fluida e almeno 250-300 metri di capienza. Terminali in fluorocarbon 0,45-0,60 se cerchi gli alletterati; se sai che sotto ci sono anche tonni rossi, sali — su un attrezzo troppo leggero un tonno rosso lo stanchi fino a ucciderlo, e se poi lo devi rilasciare hai fatto un danno inutile.

Ultimo consiglio, e per me è il più importante: non entrare dentro la mangianza col motore. La chiudi, la affondi e non la ritrovi. Aggirala larga, passa di lato a 30-50 metri tagliando la direzione in cui si sta spostando, e falle passare le esche di fianco. Se è aperta bene, mangiano lo stesso.

Identificazione

Come non sbagliare pesce

Ed eccoci al punto. Ci si sbaglia per tre motivi messi insieme: la taglia si sovrappone, in acqua sono due lampi d'argento identici, e appena il pesce è a bordo i colori svaniscono in pochi minuti. Chi sbaglia raramente lo fa in malafede: lo fa perché ha guardato il pesce cinque secondi, di fretta, con le mani bagnate.

La regola d'oro: guarda sotto la pinna pettorale. Macchie nere tonde sul ventre chiaro? È alletterato. Ventre pulito? Non lo è — e finché non hai altre certezze, trattalo come un tonno rosso.

Il modo più affidabile per non sbagliare non è ricordarsi dieci dettagli, ma guardare quattro punti nell'ordine giusto. Sono messi dal più decisivo al meno: appena uno risponde chiaro, hai finito.

1 · Il ventre, sotto la pettorale
È il controllo che chiude la questione quasi sempre. L'alletterato ha da 3 a 8 macchie nere tonde e nette, grandi come monete, nello spazio fra la pinna pettorale e le ventrali, sul bianco del ventre. Il tonno rosso non le ha mai, a nessuna età. Ventre pulito significa "non è un alletterato" — e da lì in poi l'onere della prova è tutto sul trattenerlo.
2 · Il dorso, dietro la prima pinna
L'alletterato porta nella parte posteriore del dorso un disegno di righe scure oblique e ondulate, tipo vermicolature o scarabocchi, che si ferma sempre sopra la linea laterale e non scende sui fianchi. Il dorso del tonno rosso è blu scuro metallico e uniforme: nessun disegno, solo la sfumatura verso l'argento.
3 · I fianchi, sotto la linea laterale
Il tonno rosso giovane ha file di barre verticali e punti chiari argentei sulla metà bassa del fianco: si vedono benissimo in acqua e nei primi minuti fuori, poi sbiadiscono. Il fianco dell'alletterato è argento liscio, senza niente.
4 · Le pinnule, fra pinna e coda
Quelle piccole pinnette in fila. Nel tonno rosso sono gialle con il bordo nero, un contrasto che si nota da lontano e che resta visibile anche a pesce morto — è il controllo di riserva quando i colori del fianco se ne sono già andati. Nell'alletterato sono grigio-brune e uniformi, senza giallo e senza bordo.

C'è poi il colpo d'occhio d'insieme, che vale meno dei quattro controlli ma aiuta a farsi venire il dubbio: l'alletterato è più corto e tozzo, con la testa proporzionalmente grossa, e nei nostri mari raramente passa i 7-8 kg; il tonno rosso, anche da giovane, ha un corpo più lungo, più pieno e chiaramente più "solido" in mano, con la carena alla base della coda scura e marcata. Se un pesce che pensavi fosse un alletterato ti sembra stranamente pesante per la sua lunghezza, fermati e rifai il controllo numero 1.

Un'ultima cosa sul tempo: tutti i segni di colore — le barre chiare, il giallo delle pinnule — sono al massimo della leggibilità nei primi minuti. Guarda il pesce subito, meglio ancora mentre è ancora in acqua a fianco della barca. Dieci minuti in coperta al sole e resta poco su cui decidere.

Due comprimari che incontrerai nelle stesse acque: il tombarello (Auxis rochei), più piccolo, con le due pinne dorsali ben separate da uno spazio evidente — nell'alletterato sono quasi attaccate; e la palamita (Sarda sarda), inconfondibile per le righe scure oblique che corrono lungo tutto il fianco, sopra la linea laterale.

Le regole

Misure minime e cosa si può trattenere

Questa è la parte che va letta due volte, perché nel 2026 è cambiata in corsa.

Tonno rosso
Dal 9 settembre 2026 non si può più trattenere nella pesca sportiva-ricreativa: il contingente nazionale assegnato al settore (26,032 tonnellate) è stato consumato oltre il 91% e il trattenimento è stato chiuso in anticipo. L'attività resta consentita solo in catch & release.
Taglia minima tonno rosso
30 kg oppure 115 cm di lunghezza alla forca (dalla punta della mascella superiore all'incavo della coda). È il riferimento di legge quando il trattenimento è consentito — che al momento non lo è.
Tonnetto alletterato
Misura minima 30 cm (D.P.R. 1639/1968). Nessun contingente, nessuna autorizzazione specifica: si può trattenere nel rispetto dei limiti generali.
Limite giornaliero
Per la pesca ricreativa in mare vale il tetto generale di 5 kg complessivi a persona al giorno, salvo il caso di un singolo esemplare che da solo superi quel peso.
Documenti e registrazione
Serve il tesserino MASAF, da rinnovare ogni anno. Dal 7 maggio 2026 è inoltre obbligatorio registrare l'attività sull'app RecFishing: sessione aperta prima di iniziare e catture di tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga registrate con specie, lunghezza, peso e se il pesce è stato trattenuto o rilasciato. Anche i rilasci vanno dichiarati. L'alletterato non rientra tra le specie da registrare.

Tradotto in pratica: se oggi prendi un tonno rosso in traina sotto costa, quel pesce torna in acqua. Non è una questione di taglia — anche un esemplare da 40 kg va rilasciato — ed è per questo che saperlo riconoscere prima di tirarlo a bordo conta così tanto.

Le regole sul tonno rosso cambiano di stagione in stagione e, come si è visto quest'anno, anche a campagna aperta. Prima di ogni uscita vale la pena controllare i canali ufficiali: MASAF, FIPSAS e le ordinanze della Capitaneria di competenza.

Il rilascio

Rimetterlo in acqua che sia ancora vivo

Catch & release non vuol dire "slamo e butto giù". Un tonno rosso rilasciato male muore lo stesso, e a quel punto tanto valeva non pescarlo. Due liste, e sono corte.

Cosa fare

  • Schiacciare gli ardiglioni prima di uscire: sulla tenuta cambia poco, sulla slamatura cambia tutto
  • Combattimento breve: attrezzatura adeguata e frizione decisa. Un pesce stancato per venti minuti spesso non si riprende
  • Tenerlo in acqua, affiancato allo scafo. Non va issato a bordo né appoggiato in coperta
  • Mani bagnate o guanti bagnati, presa sul peduncolo caudale
  • Slamatore lungo; se l'amo è ingoiato, tagliare il terminale vicino alla bocca
  • Se è intontito, tenerlo con la testa in corrente finché non riparte con la sua forza

Cosa evitare

  • La gaffa. Mai, su un pesce che deve tornare in acqua
  • La foto col pesce sollevato fuori dall'acqua: ogni secondo all'asciutto conta
  • Le dita negli opercoli o nelle branchie
  • Appoggiarlo su coperta asciutta o calda: gli porta via il muco protettivo
  • Insistere su un branco quando hai già capito che sono tutti tonni rossi
In conclusione

Due minuti di attenzione in più

La traina sotto costa di settembre è una delle pescate più divertenti dell'anno: poca attrezzatura, pesce che si trova a vista, mangiate che ti fanno saltare il cuore. E si fa con mezzi piccoli — non serve una barca da altura per andare a cercare le mangianze a due miglia da riva.

L'unica cosa che chiedo a chi viene con me è quella manciata di secondi in più sul pesce appena preso: girarlo, guardare sotto la pettorale, decidere con calma. Gli alletterati sono ottimi in padella e si possono portare a casa. I tonni rossi, quest'anno, si fotografano in acqua e si salutano.

Andiamoci insieme

Vuoi provare la traina sotto costa?

Se ti interessa uscire a cercare le mangianze in Liguria, o semplicemente vuoi due dritte su esche e velocità prima di andarci da solo, scrivimi: si parte da lì.